La Riflessologia dei Microsistemi Integrati® si fonda principalmente sul mantenimento dell’equilibrio omeostatico di tre parametri fisiologici del corpo umano, ovvero l’interstizio, il sistema nervoso enterico e la respirazione. Quando siamo preda delle emozioni negative, questi sistemi vengono sollecitati fortemente e spesso (in base al soggetto) perdono il loro equilibrio funzionale, mettendoci in una condizione di “squilibrio temporaneo”. Se questo squilibrio viene ripristinato in tempo breve, il problema non sussiste ma se al contrario, questo disequilibrio permane per un tempo più lungo, esso può divenire la causa di una serie infinita di disturbi patologici.

Ogni qualvolta sperimentiamo degli stati emozionali importanti, sia l’interstizio, sia il sistema nervoso enterico che la respirazione si modificano: in quel preciso istante, tutta una serie di stimoli elettrici e biochimici si irradiano nell’organismo, andando a modificare i normali funzionamenti fisiologici. Ma la cosa peggiore sta nel fatto che tutto ciò avviene a nostra insaputa: infatti quando un emozione ci aggredisce, la nostra attenzione si sposta verso le sensazioni che sperimentiamo e non verso le vere cause interne che l’hanno generata: in questo modo non sarà mai possibile risolvere veramente il problema e rimarremo sempre vittime delle nostre emozioni.

Ma se questi tre parametri sono così importanti per la nostra salute, vediamo di conoscerli un po’ meglio. L’interstizio, rivalutato ultimamente grazie agli studi dell’Università di New York e del Mount Sinai Beth Israel Medical Centre, grazie ai quali è stato ribattezzato “l’organo più grande del corpo”(1), è formato da tessuti connettivi che si trovano sotto la superficie della pelle, intorno alle arterie e alle vene e tra i muscoli, nei polmoni, nel tubo digerente e nel sistema urinario. Questi strati sono interconnessi e pieni di liquido e sono supportati da un reticolo di proteine del tessuto connettivo forte (collagene) e uno flessibile (elastina). Drenato dal sistema linfatico, questo sistema di cavità interconnesse è la sorgente da cui nasce la linfa.

Inoltre, le cellule che vivono in questi spazi e le fibre di collagene che li sostengono cambiano con il passare degli anni e potrebbero contribuire alla formazione delle rughe, all’irrigidimento delle articolazioni e alla progressione delle malattie infiammatorie legate a fenomeni di sclerosi e fibrosi. Ma la cosa più eclatante è il fatto che il reticolato di proteine che sostiene l’interstizio, quando si piega o si stira, è in grado di generare correnti elettriche di potenziale diverso, aprendo un panorama incredibile su una nuova forma di comunicazione dei tessuti.

Una rappresentazione grafica dell’interstizio

Schema dello spazio pieno di liquido supportato da una rete di fasci di collagene allineati su un lato con le cellule(2).

Cellule dell’interstizio (Ansa)

Il sistema nervoso enterico viene spesso definito anche “il secondo cervello”, ed è composto da una complessa rete di più di cento milioni di neuroni che rivestono l’intestino tenue e il colon(3). Il sistema nervoso enterico è molto sensibile a tutte le variazioni del nostro stato emotivo e ai fattori di stress, ad esempio la fastidiosa sensazione del “groppo allo stomaco” è la reazione classica dell’aumento di afflusso di sangue nella zona quando si è più nervosi.

Ma questo straordinario sistema gestisce una miriade di altre funzioni: controlla la motilità intestinale, le difese immunitarie e regola addirittura l’acidità; inoltre sintetizza serotonina, dopamina e gli oppiacei per il dolore, è capace di rilevare la presenza di batteri nel cibo ingerito e di attivare le strategie di reazione (vomito o diarrea), oppure determina quali enzimi digestivi sono i migliori per scomporre un determinato alimento, insomma una moltitudine di funzioni importantissime.

Ma la cosa ancora più straordinaria è il fatto che questo sistema è in grado di agire in modo indipendente rispetto all’encefalo. Esso infatti è capace di generare attività elettrica ed è capace di lavorare in maniera indipendente dal sistema nervoso centrale. Come sottolinea il Dott. Michael D. Gershon, capo del dipartimento di anatomia e biologia cellulare della Columbia University, l’intestino è l’unico organo del corpo umano che può funzionare in modo autonomo sebbene comunichi con il sistema nervoso centrale attraverso il nervo Vago, inviando un grande numero di informazioni al cervello. Inoltre va precisato che il 95% della serotonina e il 50% della dopamina vengono prodotti proprio nell’apparato digerente. A differenza del cervello però, esso non pensa, ma elabora e reagisce autonomamente a moltissimi stimoli, sia fisici che emozionali, facendoci sperimentare sensazioni e reazioni, delle quali non ne conosciamo le origini.

La respirazione è un processo molto complesso, e la sua importanza non si limita al piano fisiologico che tutti conosciamo, ma si estende anche verso una dimensione più sottile, in quanto essa è fortemente connessa con le emozioni. Un’emozione forte infatti, è in grado non solo di modificare enormemente il ritmo respiratorio, ma è anche in grado di modificare i muscoli coinvolti nell’atto respiratorio. L’ansia ad esempio, irrigidisce il muscolo diaframmatico e contrae i muscoli viscerali, modificando ovviamente la respirazione che ne consegue. Ciò avviene perché si altera il normale rapporto funzionale tra la risposta del sistema nervoso e un determinato gruppo di muscoli coinvolti nell’atto respiratorio. Ad ogni emozione dunque, corrisponde un particolare tipo di respiro, o per meglio dire, ogni emozione ci fa respirare a modo suo. Per questo motivo, nella RMI si dà molta importanza al ripristino dell’attività respiratoria corretta.

Note

  1. Benias, Petros C., et al. “Structure and distribution of an unrecognized interstitium in human tissues.” Scientific reports 8.1 (2018): 4947. [torna su]
  2. Illustrazione di Jill Gregory (https://creativecommons.org/licenses/by-nd/4.0/legalcode). [torna su]
  3. Gershon, Michael D. Il secondo cervello. Utet Libri, 2013.[torna su]